Etica nel settore edile?

Oggi affrontiamo un tema che sembra molto lontano dal settore edile: l’etica. Ne abbiamo parlato, non a caso, con Carmine Puppio, Titolare di Deltapav.

L’etica non è solo questione teorica. Non siamo e non vogliamo fare i ‘Professori’, tuttavia vogliamo condividere qui alcune basi e riscontri proprio nel mondo delle costruzioni edili.

Partiamo dalla definizione: l’etica è quella filosofia morale che riguarda i principi che guidano i comportamenti e la condotta personale.

Se ti basassi sui filosofi dell’antica Grecia, l’etica risponde a delle domande molto importanti, per esempio “Qual è il miglior modo di vivere?” e “Quali sono le azioni giuste o sbagliate in determinate circostanze?”.

E visto che cerca di rispondere a queste domande, l’etica prende in considerazione il buono e il cattivo, le virtù e i vizi, la giustizia e il crimine e così via.

Veniamo al mondo del Business, anzi proprio dell’Edilizia nello specifico. Si riconosce a tutti i livelli, sia organizzativo che professionale. Professionisti come avvocati, ingegneri o periti hanno un codice etico da utilizzare e di cui ne beneficia la categoria come le stesse aziende per cui lavorano. Come si misura tutto ciò? Semplice con il grado di affidabilità e integrità con cui le aziende operano sul loro mercato.

Alcune grandi compagnie di costruzioni (anche a livello mondiale) hanno ricevuto milioni di multe per mancanza di etica e quindi di “conformità”, a volte con accuse di corruzione e collusione con sistemi di schiavitù moderna. Negli USA, tanto per fare un esempio esiste una “blacklist” (lista nera) di aziende e lavoratori. Questi non possono trovare facilmente lavoro nel settore edile.

Tuttavia, anche se possono sembrare esempi lontani, prova a pensare se nell’Edilizia la crisi non sia – prima di tutto – una crisi di etica.

L’etica è la base su cui si fonda la responsabilità sociale d’impresa (quella che in inglese si chiama CSR), ossia un comportamento a cui ambire (e perché no, raccontare!).

Un esempio pratico? Aumentare l’attenzione verso la sostenibilità ambientale anche negli aspetti del costruire (come il calcestruzzo drenante, il cemento ecologico, ecc.) è un modo per applicare degli standard etici alla propria organizzazione e attività di costruttore.

In definitiva, l’etica personale è il riflesso di quello in cui credi, i tuoi valori, la tua personalità, ecc; se parliamo dell’azienda, tutto questo si trasforma nella cultura del lavoro e nella guida (leadership) che l’imprenditore – anche edile – trasmette ai suoi uomini.

Il fallimento dell’etica è spesso il fallimento nel dare l’esempio con comportamenti etici sul lavoro, infatti l’etica personale si può essere “persa” se siamo circondati da comportamenti professionali non etici.

Veniamo a un punto interessante. Risale – addirittura – al 2003 e tuttavia si adatta ancora oggi all’etica per le imprese di costruzioni. Anche per chi, come Deltapav, si occupa in modo specialistico di pavimentazioni civili, pavimentazioni commerciali e pavimentazioni industriali.

Si tratta del documento della Society Construction Law e tratta proprio l’etica nel settore edile, evidenziando a quali principi etici dovrebbero attenersi le aziende edili con alti principi etici:

  • Onestà: comportarsi in modo onesto, evitando le condotte che, direttamente o indirettamente, ingannino gli altri.
  • Correttezza: non cercare di ottenere un profitto quando, direttamente o indirettamente, comporta un trattamento ingiusto verso altri.
  • Giusto compenso: evitare gli atti che tolgano un giusto compenso a chi ha svolto il lavoro.
  • Affidabilità: offrire servizi e professionalità solo all’interno della propria area di competenza.
  • Integrità: Avere cura dell’interesse pubblico.
  • Obiettività: identificare i potenziali conflitti di interesse e metterne a conoscenza chi ne sarà coinvolto.
  • Responsabilità: fornire tutte le informazioni necessarie affinché siano prese decisioni (ed azioni) efficaci quando necessario.

L’intenzione di questi “principi” è renderli applicabili nel mondo delle costruzioni e dell’edilizia. Sembrano così obsoleti? O sono la risposta ai veri motivi della crisi immobiliare del 2008?

Devi sviluppare un codice che identifichi le condotte non etiche in azienda e che riconosca da subito l’incauta violazione dei principi etici, perché altrimenti questi atteggiamenti diventeranno la normalità nella tua azienda. Il risultato? Non è solo filosofico: rischierai di essere riconosciuto nel tuo settore (edile) come un’azienda non etica. Quanto vale per te questo?

Forse ti è venuto il dubbio che sino cose del 2003? Non solo, anche nel dicembre 2016, l’International Ethic Standards (IES) ha aggiornato e ri-condiviso i principi etici per i professionisti del settore edile, sia civile che industriale. Non è un caso!

In tutte le nostre attività di co-progettazione e realizzazione di pavimentazioni industriali, pavimentazioni commerciali e civili puntiamo costantemente a questi principi. Li rispettiamo al meglio e li diffondiamo, come abbiamo fatto oggi sul nostro Blog. Sono una garanzia per il cliente e un riferimento da cui, nemmeno a cantiere finito, ci sottraiamo nei confronti del cliente” dichiara Carmine Puppio in merito.